Note esplicative
clicca qui per la versione inglese

Si potrebbe argomentare che divenendo man mano più intellettualizzato (ed elettronicamente meccanizzato), l'uomo abbia perso quasi tutte le sue residue "facoltà extrasensoriali" che usava per sfuggire dai pericoli insiti ad un ambiente ostile, e che gradualmente queste facoltà siano divenute sempre più deboli. Si potrebbe affermare anche che la crisi della percezione extrasensoriale umana derivi dalla nascita (probabilmente 150. 000 anni fa) del linguaggio fonetico (possibilmente una mutazione nel gene FOXP2), un evento che è generalmente considerato come uno dei momenti decisivi nell'evoluzione del nostro sistema nervoso centrale, e di conseguenza, della civiltà umana.
All'inizio fu il "Verbo"! (Oppure furono antecedenti al "Verbo", la "Struttura", la "Percezione di Metafora"1) e la "Musica"2) ?!)
Ad ogni modo, (seguendo il processo del pensiero astratto e simbolico) l'operazione magica ed efficace di trasformare ed organizzare la sostanza di una "realtà", o di un oggetto, in suoni, o in una serie di suoni, è stato un lusso che l'uomo ha pagato a caro prezzo. Tutto ciò ha inevitabilmente portato alla creazione di una barriera tra l'individuo e la realtà, e posto un ostacolo alla comunione diretta con un misterioso universo multi- dimensionale:
Attualmente – Dicembre 2006 – (se non cadiamo in errore e anche se solo limitatamente comprendiamo "lo stato dell’arte", tralasciando “l’LQG”, teoria della gravità quantistica a loop) la "teoria delle stringhe" e la "teoria del mondo-brana" ipoteticamente necessitano entrambe di nove o più dimensioni. Il nostro universo, o se preferite quella parte o “bolla” dell’“iperspazio” in cui viviamo, è anche variamente composta (da circa 14 miliardi di anni) di “quasar”, “pulsar”, “supernove”, “nani marroni”, “neutrini”, “quark”, “antimateria”, “buchi neri”, “onde gravitazionali”, “lenti gravitazionali”3), “materia oscura” (“assioni”?), “energia oscura” etc. e plausibilmente (tutto è possibile !) “campi morfici” e “risonanza morfica”4) applicabili alle più complesse manifestazioni di agglomerati di cellule viventi. Questi agglomerati a volte sono espressione conscia (l’umanità inclusiva dei propri sistemi comunicativi) di una realtà stupefacente che appare ancora più incomprensibile, contorta, assurda, bizzarra e “ingarbugliata” 5) di ciò che sembrerebbe suggerire la teoria dei quanti, e di ciò che si spera stiano tentando di “sbrogliare”,6) la “teoria delle stringhe” e/o la “teoria del mondo- brana”. “La Teoria dell’Informazione” ha, tuttavia, anche suggerito delle strabilianti  “soluzioni”. Quanto sarebbe bello poter conoscere lo stato della "situazione generale" "antecedente" (“prima” del) il "Big-Bang"!

Quello che invece sappiamo è che non ha nessun significato porsi domande del genere perché il “tempo” non “esisteva”e che comunque, attraverso i secoli, vi sono stati innumerevoli, e non del tutto convincenti, tentativi di definire il “nulla” e  il “vuoto assoluto”.  Stiamo tuttavia   impazientemente in attesa di avere dei risultati dal “Large Hadron Collider” del CERN a Ginevra ( Quando finalmente diverrà funzionante ) cosi anche noi, non specialisti,  potremo essere informati se effettivamente “abbiamo” un “Higg’s  Boson” ed anche più di quattro dimensioni !

Quindi, nell’ambito di questo misterioso universo Il linguaggio fonetico ( solo una delle umane capacità per la trasmissione d’informazioni) ha reso la comunicazione interpersonale  più semplice, anche se, allo stesso tempo ( come d’altronde abbiamo già più sopra ipotizzato)  ha per molti versi  limitato gli orizzonti dell’umano percepire.
Parlando di letteratura e non di musica, e nemmeno di simbolismi metafisici, arriviamo al punto cruciale del problema: Pur accettando l’ispirata “ipotesi specifica” di Noam Chomsky di “grammatica generativo-trasformazionale”, dobbiamo anche considerare, a un livello più prosaico, che i suoni, designati da convenzioni sociali individuali si trasformano nei segni grafici che corrispondono a tali suoni. Così con gli alfabeti: greco, latino, cirillico e arabo, che hanno rappresentato attraverso i secoli, e rappresentano tutt’ora la grande maggioranza dell’espressione letteraria grafica dei suoni, siamo divenuti schiavi (anche se dichiaratamente creativi) della catena d’assemblaggio degli alfabeti lineari.
Nell’egizio dei faraoni, nei linguaggi orientali e in tutte le lingue basate su geroglifici, pittogrammi o ideogrammi, un suono si riferisce concretamente, anche in combinazione con altri simboli a un oggetto o una situazione connessa a un oggetto. Un’associazione di simboli  può essere a volte anche usata foneticamente. In tal modo, otteniamo una combinazione di suoni che descrivono un terzo oggetto o situazione non necessariamente connessi, o connessi solo in parte con l’oggetto o situazione originale. Tutto questo processo cognitivo nell’uomo occidentale attiva aree inusitate del cervello. Perciò Marshall McLuhan certamente non si sbagliava quando si riferiva al Cinese come a una lingua “audio - tattile” piuttosto che “visiva”.
È in questo contesto fonetico, semantico, epistemico e linguistico che vanno inserite  le opere di Lorenzo Scaretti:  Frasi, suoni e concetti cessano di essere totalmente, o in parte i simboli alfabetici dei suoni, e sono trasformati in oggetti scultorei o rappresentazioni grafiche di vibrazioni fonetiche.
In realtà questi artefatti vanno oltre l’aspetto ludico dei giochi di parole di Marcel Duchamp, di Man Ray e le teorie della poesia visiva, combinando un nuovo surrealismo letterario astratto con la “pop-art” e con l’arte “concettuale” e “post moderna”.
In più queste opere sono esteticamente molto piacevoli, eseguite con somma maestria  col uso dei “LED” trasmettono un grande senso dell’umorismo. Con un abile impiego del calembour, l’artista si prende gioco, non solo dell’ottusità di molta arte contemporanea e degli atteggiamenti più diffusi in merito alle “certezze” scientifiche, ma prende in giro anche se stesso!
Vladimir Nabokov scrisse che “il gioco di parole è più potente della parola” e che coloro che non sono in grado di giocare con le parole non sono nemmeno in grado di lavorarci. (“Un uomo che chiamerebbe una vanga una vanga dovrebbe essere costretto a usarla” Oscar Wilde). È un dato di fatto che in pochi siano in grado di giocare con la fonetica, e questo è il risultato di un’eccessiva enfasi  messa oggigiorno sull’acquisizione di fatti consequenziali. La moderna mente umana (il cervello digitale) stanco della logica”si/no” consequenziale o binaria (“bit”) salta a nuove rivelazioni e intuizioni attraverso l’uso dei giochi di parole. La prosa certo non sarà presto obsoleta, ma il calembour resta pur sempre la forma di espressione più immediata, perché istantaneamente condensa un’idea trasformandola in immagine. Vi ricorderete senz’altro che Henri Cartier-Bresson sosteneva, seppur nell’ambito d’ un contesto diverso, che il potere di una singola immagine  esprime l’essenza delle cose infinitamente meglio di qualsivoglia parola. Inoltre, se ci pensate bene, i calembour sono molto più vicini al mondo dei quanti dove i “si/no” potenzialmente fanno strada ai “anche/e”. L’est sta cambiano di posto con l’ovest: stiamo diventando più “audio- tattili”. L’oggetto-idea- parola-frase è importante.  L’uomo è troppo spesso giudicato in base alle parole che emette o frasi che enuncia , ma troppo di rado in base alle immagini che vede nella sua mente e conseguentemente riproduce.
Catturando fuori dal “lontano selvaggio blu“ l’immagine di una rima legata a un ragionamento astratto.
Se si potesse applicare la filosofia a questo genere di artista, lo potremmo forse definire un “operatore neurobiologico” che allo stesso tempo“costruisce” (Emmanuel Kant) e “de-costruisce” (Friedrich Hegel e Jaques Derrida). A Lorenzo sarebbe piaciuto essere un fan di Baruch Spinoza o di Emanuele Severino, ma trova Richard Rorty molto più “accessibile”. Lorenzo, un vero eclettico nella vita di tutti i giorni, non ricade negli "schemi artistici" di alcun movimento noto. Non sorprende inoltre che egli ritiene “Percezione”, “Intuito” ed il “Senso dell'Umorismo”: "Le  tre funzioni più rilevanti del cervello umano"7). Lorenzo attualmente si ritiene un “teorico ironico”: non crede completamente, ne del tutto comprende, ciò che egli con grande enfasi ed in totale stupore va coscienziosamente ed allegramente affermando.



1) Gerald M. Edelman
2) Robin Dunbar
3) Orest Khvolson, Albert Einstein and Richard Ellis
4) Rupert Sheldrake
5) Albert Einstein's "Spooky action at a distance"
6) Roger Penrose, e non è solo, ritiene che le attuali leggi della meccanica quantistica dovrebbero essere radicalmente riviste.  Penrose esprime anche forti riserve su molti aspetti dell’impostazione del programma di ricerca sulle “stringhe”. (“The Road to Reality” del 2005)
7) Parafrasando Edward de Bono


DEFINIZIONI:


A) "Oggetti visivi a quattro dimensioni che rappresentano filamenti di pensiero paradossale e metafora tragicomica, legati insieme da nodi acustici tramite calembours ed allitterazioni, in tal modo prestando risonanza di suono al significato".

Parafrasando Arthur Koestler in "Bisociation".

B) _ DEFINIZIONE FACETA:
"Pre-Posthumons Semiotic Neo-Transpun Sub-Realist Conceptualism".
Page 1
Page 2
Page 3
Page 4 On-Line Gallery


All rights reserved.